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Statua lignea della MadonnaSTORIA DELLA PARROCCHIA SS. ANNUNZIATA

La chiesa dell’Annunziata nel 1959 aveva un ingresso difficoltoso ed indecoroso: un viottolo su una scarpata di spine ed erbacce, un piazzale dissestato, con invasione di acque piovane che scendevano da Bivio; l’unica cosa bella e da ammirare era ed è il prospetto della chiesa in mattoni, che evidenzia un archetto sopra il portale con una bellissima Madonna “Maria SS. Con il Bambino Gesù sulle ginocchia”, seduta su una poltrona scolpita su pietra e sorretta da quattro colonnine (due sono andate perdute).

Era il periodo in cui all’Annunziata parecchie case erano al piano terra; la via Trieste e le vie adiacenti erano dissestate con cespugli; il lungomare Rodi e Spalato erano solo zona dei “Rom”, senza alcuna iniziativa balneare.

Per l’ingresso al piazzale della chiesa, così difficile e indecoroso, nel 1962 li è stato chiesto con insistenza prima all’Amministrazione comunale di Giulianova, ma con risposte negative; poi ci si è rivolti all’ingegnere dei Lavori Pubblici della Provincia di Teramo, che, con tanta gioia, ci ha fatto costruire l’attuale muraglione, rendendo più decoroso l’accesso alla chiesa.

SopralluogoIl corpo della chiesa dell’Annunziata danneggiato dalla guerra fu ristrutturato dal Genio Civile di Teramo; ma, nonostante la ristrutturazione, durante la pioggia, entrava acqua dal tetto, tanto che don Giuseppe con don Biagio Di Benedetto, allora seminarista, e Biagio, sagrestano, erano sempre costretti a raccogliere acqua. Solo venti quattro anni fa, si è riusciti a risolvere il problema, facendo applicare una guaina al sottotetto; anche per questo lavoro si incontrarono tante difficoltà, che si sono risolti con un impressa locale.

Nel 1963, con intervento della Curia Vescovile, fu acquistato dal sig. Cananea Federico il retro della chiesa e la sua ex abitazione distrutta dalla guerra.

Nessuno aveva denunciato i danni di guerra, per cui, quando ci si è rivolti all’ufficio competente di Teramo ci hanno risposto che i tempi erano scaduti. I diritti per la costruzione furono venduti al sig. Solipaga Bruno per un milione di lire.

Con una chiesa disadorna e con la pioggia, il vecchio parroco don Giuseppe ha vissuto la sua pastorale per tanti anni, senza perdersi mai d’animo!

Con la sola chiesa antica e situata in periferia, don Giuseppe si convinse che ne era necessaria una nuova al centro del territorio della parrocchia. Erano in vendita le quote in via Simoncini, ancora campo di grani e vigneti. Tramite Paolini Antonio, fattore del sig. De Santis Augusto, don Giuseppe chiese di acquistare due quote in via Simoncini ma con pagamento dilazionato.

Al suo consenso fu firmato il contratto con il notaio Albini; a distanza di mesi è stato acquistato ancora due quote ancora due quote parallele dal sig. De Santis Vincenzo. L’area acquistata era di circa 4000 metri quadrati.

A distanza si poco tempo, grazie alla provvidenza divina, si è riuscito a pagare il debito.

Dopo l’acquisto don Giuseppe invitò sul posto il Vescovo Mons. Amilcare Stanislao Battistelli per l’eventuale chiesa; rispose che i tempi sarebbero stati lunghi.Foto della Chiesa di San Gabriele

Nonostante la delusione della prima risposta, a distanza di qualche anno, don Giuseppe invitò il nuovo Vescovo di Teramo ed Atri Mons. Abele Conigli e alla proposta di una nuova chiesa dimostrò un forte entusiasmo.

Nel 1977 fu posta la prima pietra con rito religioso alla presenza di tanta gente; e poi con la ditta locale “Mastellarini Umberto e Alessandro” fu iniziata la costruzione della chiesa in una zona dove c’erano vigneti su progetto dell’architetto Mariotti Narciso.

A costruzione iniziata don Giuseppe chiese fiducia al Vescovo di consegnarli dei fogli intestati che li furono accordati, riuscendo ad ottenere da un Ministero la somma di ottanta milioni di lire, per i lavori. Così in tempo brevissimo fu completata la chiesa dedicata a S. Gabriele dell’Addolorata, consacrata il 12 Aprile 1980 dal nostro Vescovo Mons. Abele Conigli e, alla presenza di tanta gente, ha ringraziato la provvidenza che si è mostrata attraverso l’opera dei parrocchiani e attraverso l’entusiasmo attivo del parroco che “ha consumato 40 paia di scarpe per realizzare questa chiesa”, come mise in evidenza il Vescovo.

A di tempo don Giuseppe acquistò un’area di terreno attigua alla chiesa (400 mq circa a Lire dieci milioni) per costruirci la casa parrocchiale molto importante, non solo per la parrocchia ma anche per iniziative ed attività. Una delle prime iniziative fu “la Sagra della torta” molto gustata da tanti golosi, poi la “sagra della vongola” con tanta soddisfazione dei tanti buon gustai. La casa parrocchiale è stata realizzata solo con le offerte della parrocchia.

La chiesa, spoglia di tutto, fu arredata con offerte di benefattori: la sig. Parere Costanza contribuì in modo particolare arredando l’Altare, il Tabernacolo, il Leggio, il Presbiterio, il Battistero, l’Acquasantiera, tre poltrone, ecc.; il tutto di marmo pregiato di Portogallo con tre infissi lavorati in vetro dalle vetrerie di Atri.

Tutti gli infissi sono stati offerti da famiglie della parrocchia; in ogni infisso c’è il nome dell’offerente; inoltre trenta banchi sono stati offerte da famiglie, due portoni di ingresso in noce offerti da altre due famiglie. Ciò che esiste nella chiesa di S. Gabriele e venti banchi nella chiesa antica “S. Maria a mare” sono offerti da benefattori, tutti della parrocchia.

L’ultima realizzazione è stata “la Via Crucis” in cotto, veramente bella e di valore artistico: opera del nostro parrocchiano architetto Osvaldo De Fabiis, al costo di 4 milioni di lire, offerti dalla famiglia Virginio di Raimondo.

La bolla del Vescovo del 25 marzo 1960 e la bolla del Presidente della Repubblica

 
 

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